Testimonianza a Roma

La Gmg nelle testimonianze dei ragazzi che l'hanno vissuta

UN'ESPERIENZA STRAORDINARIA

(LUMSA NEWS) - Roma, 22 marzo - Le celebrazioni della XV Giornata Mondiale della Gioventù sono state il frutto di un lungo lavoro preparatorio al quale ha giovato senz'altro la sinergia di competenze diverse: liturgisti, pastoralisti, architetti, scenografi, registi, uomini di spettacolo. Ma sono stati i due milioni di giovani arrivati nella capitale dai cinque continenti a decretare il grande successo dell'evento. Per questo motivo, nel trarre un bilancio della Gmg, la conferenza sulla "Chiesa Giovane" non ha dimenticato di raccogliere le loro testimonianze.

A distanza di sette mesi, i racconti dei ragazzi - quasi tutti appartenenti a gruppi cattolici di diverso orientamento - vibrano ancora dell'emozione di quelle cinque giornate. Innanzi tutto per il fatto di essere stati insieme in tanti. "Era meraviglioso tra noi vedere con semplicità e gioia argentini e africani, coreani e polacchi, albanesi e paraguaiani...", dice Luca Cesana, ventenne della Congregazione di Don Orione. La stessa  sensazione ha assalito Corrada Bonnelli, del Movimento dei Focolari: "In quei giorni ho riscoperto con gioia inaspettata di essere parte di una grande famiglia: noi giovani ne eravamo la testimonianza, perché insieme formavamo una comunità variopinta, unita però, e della quale la gente, vedendoci, poteva dire: 'guarda come si amano' ". In tanti sono stati ad esprimere l'emozione di trovarsi davanti al Pontefice; tra questi, Carlo Regoliosi (Comunione e Liberazione), nel corso di un intervento lungo ed efficace: "A me e ai miei amici commuove un uomo che ama ciò che ha davanti.  Per me andare a Tor Vergata è stato rispondere ad un invito che un uomo, il Papa, mi aveva fatto, invito che riecheggia nella mia vita ogni istante e al quale, come il giovane ricco non volle, non seppe fare, occorre solo la semplicità di andarvi dietro". Benché i racconti si colorino spesso di toni nostalgici, tutti sono convinti che la Gmg non sia affatto finita il 20 agosto. "Ricordo bene anche la tristezza del ritorno a casa - dice Francesco Carelli (Cammino Neocatecumenale) - del pensare che ormai la festa fosse finita.  Voglio dire che la Gmg non doveva costituire per me un avvenimento fine a se stesso, ma un memoriale a cui aggrapparmi nella vita di tutti i giorni, una fonte a cui attingere grazie speciali perché io quotidianamente mi converta". Infine, la testimonianza particolarmente significativa di un giovane palestinese, Sami Basha, che in Terra Santa è stato uno dei coordinatori e animatori della Gmg del 2000. Al termine del suo intervento sulla "straordinaria esperienza" di Roma, il ragazzo ha chiesto a ognuno una preghiera per la sua Terra, "una Terra di grande dolore e grande amore, perché Lui ha voluto e vuole nascere ancora in quei luoghi". "Affidiamo al Padre Palestinesi ed Ebrei, le loro storie e le loro sofferenze - ha concluso Sami visibilmente commosso - camminando al loro fianco 'silenziosamente', supplicando il Signore di ottenere riconciliazione e pace in ogni cuore". (LUMSA NEWS) - SB –

 

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